Fra mille identità la vita allo sbando di Caushi, centrato da un colpo di pistola a Noventa Padovana – Il Mattino di Padova

Il trentareenne albanese colpito da Paolo Meneghetti (68 anni) mentre picchiava Livio Melchiori (72 anni) era già stato ferito nel 2005 al Portello da un connazionale

Paolo Meneghetti a chi ha sparato? A Dritan Caushi? O a Gentian Dedej? Ad Altin Deda? O a Ardian Velaj? Già perché l’albanese di 33 anni tutt’ora ricoverato in Rianimazione a Padova dopo essere stato colpito da un proiettile all’addome da Paolo Meneghetti, 68 anni, pensionato che vive a Noventa Padovana in via Cappello, per difendere un suo amico, è un uomo dalle mille identità.

Clandestino, entrato in Italia nel 1994, arrestato e denunciato più volte per spaccio, estorsione e violenza, rimpatriato in Albania e rientrato con un nuovo passaporto, Dritan Caushi certamente non si chiama così. O almeno, ciò che c’è scritto nel suo passaporto non corrisponde a ciò che raccontano le sue impronte digitali che raccontano, appunto, di diversi alias, che rimandano a loro volta a episodi di cronaca nera legati alla città di Padova. Come la sparatoria al Portello del 17 luglio del 2005, quando Dritan Caushi, allora Gentian Dedej, si prese un colpo di pistola all’addome da un connazionale (Albano Hasanaj, 19 anni all’epoca dei fatti, poi arrestato) intervenuto in vicolo Portello per difendere un amico che stava per essere infilzato da Gentian Dedej che brandiva un cacciavite. Il motivo della lite? Gentian Dedej aveva litigato, forse in preda ai fumi dell’alcol, e aveva deciso di farsi giustizia da sé.

Dritan Caushi, ora rischia di essere arrestato per lesioni gravi per aver spaccato il setto nasale a Livio Melchiori, 72 anni, l’amico di Meneghetti su quale l’albanese stava sfogando la propria gelosia (la sua fidanzata albanese lavora come badante da Meneghetti). Il fatto è che per i carabinieri che stanno indagando non sarà facile poter arrivare a capo di una faccenda che rischia di ingarbugliarsi ad ogni alias. Chi la Procura dovrà arrestare? Dritan Caushi o Gentian Dedej? O Ardian Velaj?

Ditran Caushi, infatti, si chiama così solo dal 27 maggio del 2011, da quando è rientrato in Italia via Bari con un passaporto nuovo di zecca che riporta in calce la sua nuova identità. Il giovane nel giugno del 2010 era stato rimpatriato in Albania forzatamente dopo aver vissuto dal 1994 al 2010 da clandestino in Veneto. Un’esistenza raminga fra il Padovano e il Veneziano, con puntate in Piemonte.

Per carabinieri e polizia Ditran Caushi è persona nota. Nel 2001 fu arrestato per estorsione per aver costretto un tossicodipendente a dargli lo scooter per saldare un debito di droga. All’epoca dei fatti Ditran Caushi (che si faceva chiamare Gentian Dedej) bazzicava in via Anelli, feudo degli albanesi prima dell’arrivo dei nordafricani qualche anno dopo. L’uomo dei mille nomi, oltre alle impronte digitali (dato che è impossibile), non ha mai cambiato la data di nascita: 20 marzo 1978. Che sia un vezzo o meno, per i carabinieri è comunque un dato importante. Come sarà importante ai fini della difesa di Paolo Meneghetti sapere che Ditran Caushi già un’altra volta fu vittima di un colpo di pistola e sempre perché aveva deciso di colpire con un cacciavite un giovane con cui aveva litigato all’interno di un locale pubblico.

L’ultima volta che Ditran Caushi è stato arrestato è stato il 14 settembre scorso: in quell’occasione fu la polizia di Padova a stringergli le manette ai polsi. Durante il controllo, infatti, saltò fuori che il giovane, le cui impronte rimandavano a uno dei suoi alias , era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere perché espulso più volte era ritornato in Italia a maggio 2011 senza alcun permesso dopo essere stato rimpatriato un anno prima.

Paolo Baron

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